"Si sentiva come se non avesse un passato.
Come se si fosse trovata in quel luogo senza
sapere da dove veniva.
Era stanca di quella stanchezza che
sa dare solo il vuoto..."

-la solitudine dei numeri primi-

sabato 20 marzo 2010

Lunedì 22 Marzo alle 8.00 del mattino partenza in autobus. Destinazione, aereoporto. L'aereo parte per Berlino!!!

Esatto, fra soli due giorni parto in gita con la mia classe e starò lì una settimana, per cui purtroppo non avrò modo di andare sul web (dato che lì fanno sborsare un capitale per qualunque sciocchezza, dubito di trovare un internet point >__<). Ovviamente per colpa del mio caratteraccio per il momento incorreggibile sono ancora in mezzo a una strada fra valigia e vestiti e altre cosuccie che devo sistemare...Nonostante ciò sono contentissima di cambiare aria per qualche giorno, e fatta eccezione per il rischio di morire congelata dovrei anche divertirmi molto .__. !


Parlando d'altro...
l'universo sembra condurmi alla psicoanalisi...fra i vari libri che il professore di filosofia ci ha dato come scelta per gli esami mi sono quasi per caso ritrovata ad avere affidata l'introduzione alla psicoanalisi di freud...e la professoressa di italiano si dilunga nella spiegazione del metodo psicoanalitico sfogliando la coscienza di Zeno...sebbene io sia molto più tentata a portare Pirandello agli esami, e di storia Hanna Arendt e la banalità del male, un processo di prospettiva psicologica a proposito delle origini del male nelle azioni di coloro i quali hanno determinato l'olocausto...
e' l'unico argomento di storia che mi abbai mai veramente interessato, che mi abbia mai profondamente colpito...nella simulazione della prima prova d'esame ho scelto il saggio breve sulla memoria storica... Ho preso 9 e mezzo. La professoressa più severa ma secondo me eccezionale del classico mi ha detto che è stato un piacere leggere un compito cosi meraviglioso, ed il 10 non me l'ha messo per alcuni termini troppo espressivi...mi ha detto di fronte a tutti di scrivere un libro, per sublimare la fortissima tensione negativa che sente nelle mie parole trasformandola in energia costruttiva...e in disparte mi ha detto che scrivere può trasferire il trauma dall'inconscio alla carta permettendomi cosi di analizzarlo e accettarlo fuori da me...

Ed il giorno dopo ha fatto una lunga spiegazione sul metodo psicoanalitico...appena ho finito di preparare la valigia la posto magari, è molto interessante...
chissà, magari leggere Freud sarà un'esperienza determinante nelle scelte dell'immediato futuro.....

lunedì 15 marzo 2010

YEEEEEEEEEEE MI SONO TOLTA IL PESO DELLA SIMULAZIONE *__*




Ed oggi inoltre era il 100° giorno prima degli esami...fra 99 giorni... /\/\/--->EXAMS

Dopo 3 giorni di insopportabile studio e tensione...che strano, fino a 3 giorni fa, a 4, 5 , due settimane fa, mi sembrava inesistente la simulazione, qualcosa che sì , c'è, ma in fondo in fondo senza consistenza , senza reale importanza nella mia mente, perchè non mi ero inserita nella condizione mentale di affrontarla...credo sia cosi un pò per tutto...finchè non ti metti nella condizione mentale di dover affrontare o vivere un'esperienza, non comprendi mai veramente che quella accadrà veramente...come una guarigione...finchè sei ammalato, non pensi seriamente alla guarigione; anche se sai che accadrà, finchè non arriva il momento di curarsi seriamente, per debellare il malessere, non te ne rendi conto...vale per il fisico, per la mente, per le esperienze di tutti i giorni...

mi devo mettere nella condizione mentale di dover affrontare il tempo necessario affinchè le mie ferite guariscano...fino ad ora, non ho mai voluto davvero accettare di curare questo malessere dell'anima...ma capito il meccanismo, bisogna solo esercitarsi, finchè ciò che sembra impossibile diventa fattibile, e le illusioni vengono cancellate ma in cambio di verità utili e costruttive, e non buone solo a cadere più in basso, per l'incapacità di saperle gestire...


Sto pensando al cielo dietro la tempesta...mi piace pensarlo, ora che lo che c'è...


sabato 13 marzo 2010

tre parole...

SIMULAZIONE TERZA PROVA!



DOMANI MATTINA ED OGGI DEVO COMPLETARE TUTTO! aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaAAAAAAAAaaaaaaaa


aaaAAAAAAAAAAARRRRRRRRRRRrrrrrrGGGGGGGggHHHHhh!!!




ORE DI FUOCO......E COMPLETARE TUTTO E' UNA NECESSITA'!! !


a domani, quando riemergerò (si spera viva) dai libri!!!!


Un abbraccio e una buona domenica a tutti <3


p.s. Il post non è di ieri sera, ma di stamattina, l'orologio di blogger è sfasato >__<

martedì 9 marzo 2010

One day...is today





"Ok, tutto chiaro. Da domani comincio."



"No, oggi mi è successo questo, mi sono sentita così, ho dovuto fare questo, questo e quest'altro, troppo dura, troppo pesante, troppo tutto. Pazienza, ma da domani...."



"No, oggi (...) . Ma da domani..."



"(...) da domani..."



STOP.



Non ha alcun senso. Se esiste una ragione a cui affidarsi, non è per offenderla in questo modo. A cosa mi serve capire cosa fare, se poi non riesco a rinunciare al male. Sì, perchè per quanto possa sembrare assurdo, quando credi di non avere più niente e ti ritrovi nelle tenebre, va a finire che ti affidi all'unica cosa che senti accanto, il dolore, quella tenebra oscura e sbagliata eppure cosi presente in quel vuoto di senso che attanaglia l'anima. Il male peggiore è il bisogno del male stesso. Questi, per me, sono i fiori del male. Sono tutte quelle debolezze e quelle fragilità nate dal dolore a cui ci siamo uniti nella disperazione. Ma dopo aver intravisto nella tenebra illusoria la realtà, una parte di me che credevo morta per sempre e che invece aspetta solo me per vivere, non mi resta nient'altro da fare se non



RINUNCIARE.


E' terrificante. Pensare di rinunciare a ciò che pur facendo altro danno almeno dava un senso a quelle voragini. Un male attraverso cui dimenticare il male peggiore, quello a cui non sai dare un senso e che ti leva anche il pensiero. Ma dimenticare è sbagliato. Non si dimentica, ci si ferma e basta. Ed io DEVO continuare a muovermi, come ho sempre fatto, ma non più cosi, con questo peso devastante, con questa debolezza insopportabile, con questo continuo cadere a causa della totale assenza d'energia. Io nella tenebra ho intravisto luce, vita ed energia. Finalmente qualcosa che può sostenermi più del dolore, che può confortarmi senza ferirmi, e guarirmi senza uccidermi. Che riporti in vita i fiori sbocciati ma congelati dal male.


Basta mentire a me stessa, basta rimandare a quell'inutile domani che è solo un oggi uguale a ieri, basta sprecare, basta tapparsi le orecchie per non sentire la verità e la paura che essa comporta, basta con la paura di saltare.



Ora l'orologio ha ricominciato a ticchettare...





I follow the night
Can't stand the light
When will I begin
to live again?

One day I'll fly away
Leave all this to yesterday

What more could your love do for me
When will love be through with me

Why live life from dream to dream
And dread the day when dreaming ends

One day I'll fly away
Leave all this to yesterday
Why live life from dream to dream
And dread the day when dreaming ends

One day I'll fly away
Fly
fly away...

lunedì 8 marzo 2010

Woman's Day



102 anni fa in questo stesso giorno un gruppo di donne coraggiose sono morte per difendere i loro diritti. Spendo solo poche parole su questo giorno particolare, per non scadere nel banale in cui tutto ciò che ha valore tende a ritrovarsi, ultimamente...
Oggi non è un giorno di festa solamente, ma principalmente di ricordo. Quelle donne erano sole, erano spaventate, erano usate e maltrattate, ma si sono sacrificate per qualcosa di superiore a tutto questo, qualcosa che ad un certo punto diventa un'esigenza, che nessuna persona può ignorare. La libertà di essere ciò che si è senza discriminazione, e attenzione, perchè non c'entra il razzismo o la misoginia, basta pochissimo, anche oggi, anche fra persone ritenute del tutto civilizzate, per soffocare la libertà di una donna. A volte siamo proprio noi le prime a soffocarci, perchè il mondo è ancora dominato dal frastuono e dalla fretta, e non c'è la calma necessaria a capire che sotto quella frenesia si nascondono ancora quelle paure di cento , di mille anni fa, con la differenza che oggi si nascondono profonde sotto il silenzio e l'ipocrisia, e danneggiano molto in fondo. Ovviamente non è un discorso unicamente femminile, ma per oggi mi concederò il permesso di dare la precedenta a noi piccole onde di un mare tempestoso. Almeno oggi bisogna ricordare quello per cui quelle 129 donne morte bruciate vive nella loro stessa fabbrica degli orrori hanno lottato, la libertà di vivere. Basta poco per rispettare, almeno oggi, il loro sacrificio e quello di tutte coloro che sono state apparentemente dimenticate o scomparse inghiottite dalla perbenistica indifferenza che sembra dominarci. Basta...


rinunciare per un attimo ai problemi e alle preoccupazioni, anche solo un secondo, il tempo d'un pensiero...



e lasciarsi andare a quella leggerezza e a quella dolcezza che ogni cuore di donna, anche quello più ferito, possiede...



chiudere gli occhi e ricordare che noi siamo preziose. Siamo belle, perfette e giuste. Non importa cosa è stato, cosa abbiamo fatto, cosa ci hanno fatto, cosa potremmo fare, gli errori che ci hanno fatto soffrire o che temiamo di compiere, non importa il dolore, non importa tutto il male, non importano i tagli e le ferite, non importa nulla se non NOI, coraggiose e speciali, uniche ed inimitabili, inestimabili e luminose stelle che non si spegneranno mai, nemmeno nella notte più oscura.



PIACETEVI RAGAZZE, SIETE MERAVIGLIOSE!

BUONA FESTA DELLE DONNE A TUTTE VOI

martedì 2 marzo 2010






DENTRO:



Diversa, diversissima vista. Quando scali una ripidissima montagna, e ti fissi esclusivamente sulla roccia di fronte alla tua faccia, a lungo andare, anche se magari sai che alle tue spalle c'è il mondo, te ne dimentichi, e va a finire che i tuoi giorni e i tuoi pensieri, e dunque tutti i tuoi sforzi, ruotano sempre e solo attorno alla fatica del singolo metro di roccia da scalare. Guardando solo attraverso i pochi centimetri di spazio fa noi e la roccia ruvida, la vita sembra tutta uguale. Monotona. dura e insopportabile. Un disco inceppato che ripete sempre la stessa nota. E ovviamente più passa il tempo e più aumenta lo sfinimento, la rabbia, la paura di rimanere bloccati in quel punto anonimo. E per la fretta di arrivare alla cima, che nemmeno vediamo tanto siamo distratti dalla roccia, ci imponiamo sacrifici, dubbi, scatti esagerati a cui seguono momenti di totale immobilità, e poi non ce la si fa più, si scivola, si cade, ci si fa malissimo, e solo quando gli occhi distinguono di nuovo il colore familiare della pietra la caduta lascia il posto all'ennesima forsennata impresa di risalita. Una macchinazione, un'automatizzazione dell'animo sfibrante e distruttiva.


Ma...mi sono fermata...e non sono caduta e...ho scoperto che fermarsi non significa ca(e)dere. Fermarsi un attimo dentro può anche significare aver trovato un piccolo appiglio su cui RIPOSARSI e riflettere un secondo. E finalmente guardarsi intorno. Io vedo un cielo azzurro, limpido e sicuro, riflette il mio stato di almeno momentanea riappacificazione. Vedo il sole, ricordo che il sole mi riscalda, mi da vita, ma chi se lo ricordava più, il sole, con la sola immagine della roccia fredda impressa nella testa?? Provo a guardare in alto, verso la cima...la luce è troppo abbagliante, non voglio accecarmi...ma almeno so che è vicina...so che esiste e che se la smetto di cadere sempre la raggiungerò presto. Quel posto dove stava la mia anima prima di essere rapita dalla brutalità del dolore, il posto dove l'equilibrio non te lo devi guadagnare con le unghia e con i denti, ma fa parte di te, dove sei al riparo, dove sei tu, e non più la tua brutta copia sbiadita...




FUORI:




Anche se "l'arido vero" tende a fregarsene di quello che succede dentro la mente di una persona, è anche vero che un cambiamento dall'interno può rivoluzionare incredibilmente il modo di porsi di fronte ad esso. Guardare la realtà e vederla come un monotono susseguirsi di obblighi, di domande senza risposta e di piaceri sostanzialmente brevi ed insufficienti di fronte all'enormità dei problemi, significa viverla con angoscia incessante. La vita è fatica, ed è lavoro, ovviamente. Non esiste qui nel mondo reale la possibilità di fermarsi a lungo e rilassarsi riflettendo sull'esistenza. Il mondo è un orologio. Magari sbagliato e ingiusto, ma spietatamente preciso. Non rallenta mai. E uscire dall'infelicità non significa uscire dal mondo, ma affrontarlo con un'altro spirito. Sapere che il mondo non è solo nuda roccia. Mi sono ricordata di tutti i pregi che mi posso permettere di pretendere da questo mondo, e mi sono accorta che se davvero ti impegni nel pretenderli, la vita ti accontenta. Fatta eccezione per l'imponderabile, scelta una strada, la si può davvero percorrere senza cadere e sbucciarsi o precipitare negli abissi oscuri. La luce si può rendere viva, e concreta, con le nostre azioni, decise, ma non di una decisione forzata o ossessiva. La fermezza di chi vuole guarire, di chi vuole voltare pagina e ricominciare a scrivere, magari bagnando il foglio di lacrime a volte, magari ritrovandosi a non saper che scrivere, ma almeno SCRIVERE, e non fissare senza parole il foglio che degli errori o delle ingiustizie hanno rovinato. Tentare a tutti i costi di coprire o cancellare il danno non servirà a tornare indietro.

Perciò, io giro pagina, e comincio a riprendere i vecchi colori che avevo dimenticato...e a dipingere la realtà cosi che mi piaccia e mi faccia sentire utile e viva...

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