"Si sentiva come se non avesse un passato.
Come se si fosse trovata in quel luogo senza
sapere da dove veniva.
Era stanca di quella stanchezza che
sa dare solo il vuoto..."

-la solitudine dei numeri primi-

martedì 11 agosto 2009


E' passato parecchio dall'ultimo post...negli ultimi tempi sono stata via, e per un motivo o per un'altro non ho potuto dedicarmi granchè a scrivere sul blog...però nonostante la condizione quasi perenne di apatia in cui la mente ti spinge durante i pomeriggi caldissimi e tipici di Agosto, i pensieri crescono, si uniscono e si distruggono, si trasformano e insieme a loro nascono, o ritornano, sensazioni del passato...Quasi tutti i pensieri sono legati a un fatto particolare che ci capita nella realtà, e che stimola la nostra immaginazione. Da questo punto di vista le delusioni sono più che efficaci. Capita a tutti, ovviamente, ed è normale ma allo stesso tempo insolito. Le delusioni sono inaspettate, ti piovono addosso come un fulmine a ciel sereno, sei indifeso e vittima quando subisci una delusione che non pensavi di dover ricevere. La delusione può essere provocata da qualunque cosa, e ogni volta ti colpisce veloce e precisa come un proiettile. A seconda della grandezza di quella delusione, la ferita brucia di più, la rabbia è più forte e la realtà si deforma davanti ai tuoi occhi, deturpata da un'uragano impetuoso e distruttivo. Ma quando la tempesta si placa, resta stanchezza, e il tempo che sembra essersi dilatato, un tempo durante il quali i pensieri e le sensazioni prendono il loro flusso continuo e particolare. E' soggettivo quanti e quali pensieri prendano forma dopo una delusione., e qualche volta capita che prendano una piega positiva. Perchè quando passa un uragano, distrugge con la sua potenza anche i dubbi e le incertezze, e ti libera in un certo senso dalle catene che ti costringevano a fingere. "Grazie" a una delusione la vita può assumere un altro significato, il dolore netto e improvviso da lei provocato è come una secchiata d'acqua gelida che ti risveglia dal torpore del sonno. Capisci che disperazione e dubbio sono parole inutili. Che la paura è inutile, che i labirinti sono inutili. Una serie di assurde sensazioni ti spingono a ricordare i tempi in cui tutto era semplice, anche soffrire era semplice, perchè faceva parte di un contesto più grande e ricco anche di gioia, di vittorie, di bellezza. Di fronte a qualcosa di così ovvio, un'altra curiosa sensazione è lo stupore di aver sprecato tanto tempo nel buio mentre basta allungare una mano per trovare l'interruttore della luce. Anche se hai il braccio congelato dal terrore, il bisogno di reagire diventa più forte ancora dell'inedia. E' una sorta di istinto di sopravvivenza psicologico, quando capire diventa fondamentale e il finto silenzio non ti soddisfa più...Rileggendo le risposte al precedente post, trovo tante di quelle sensazioni che conosco bene...pessimismo, rabbia, paura, confusione, e anche ottimismo, speranza, sicurezza, tranquillità...Anche se in un oceano di incertezze, mi aggrappo a quella sicurezza insolita regalatami dalla delusione...Una vita prima di tutto deve essere degna di essere chiamata vita. Perchè se siamo vivi, è stupido non vivere. Non so dove ho letto che la vita è energia. Non importa quanto in basso sia caduto il nostro cuore, quell'energia c'è sempre e va usata per andare avanti, che è già così tanto...

martedì 7 luglio 2009

PER CHE COSA VIVI?



Questo è un pensiero che mi è tornato in mente di recente, durante una delle tante passeggiate che ho fatto ultimamente sul lungomare di questa piccola cittadina marittima...C'ho pensato mentre con la mente tornavo alle quasi sempre insopportabili mattinate a scuola, in mezzo a ragazzi e ragazze sempre vivaci e un pò presuntuosi. Presuntuosi perchè ad ogni argomento che il professore tira fuori, ognuno a sua volta tira fuori la propria opinione, ma esponendola come fosse una verità scientifica; e in uno di quei giorni il professore pone sul forum della scuola questa domanda..."Per che cosa vivi?". A quei tempi non avevo nemmeno un briciolo di interesse per quello che i miei compagni o i professori avevano da dire, e me ne dimenticai. Oggi invece ci rifletto su, e capisco che la domanda è di fondamentale importanza. Si potrebbe rispondere in moltissimi modi. Infatti prontamente c'è stato chi diceva di vivere per raggiungere la felicità, chi invece sosteneva che moriremo tutti e non vale la pena trovare un motivo per vivere, altri sostenevano che questa è solo una fase di passaggio, e che la "vera vita" verrà solo dopo, quando anche noi finiremo fra le braccia di Dio; altri dicevano che bisogna "vivere per la vita", altri per l'amore, per il divertimento, per i singoli momenti, ecc ecc... Ma nelle loro risposte, apparte qualche eccezione, non ci vedo il dubbio. Non ci vedo la distruzione e le lacerazioni tipiche del dolore, non sento la voglia di andare a fondo in queste stesse risposte, o voglia di cambiare qualcosa in questo modo di vivere. In realtà la maggior parte delle persone, parlando in generale, il senso della vita lo trovano già vivendo. Non c'è bisogno di starci troppo a ragionar su. Raggiungere i piccoli grandi obiettivi di tutti i giorni, sentire la soddisfazione e la gioia per le azioni che hai compiuto, riuscire ogni giorno a trovare l'entusiasmo di farsi belle, di fare colazione, di ripassare la lezione in macchina, ti scherzare e ridere, soffrire, elaborare la sofferenza e andare avanti. Tutto ciò basta a dare un senso ad ogni singolo giorno. Ma purtroppo molti altri questo senso non ce l'hanno o lo hanno perso fra indicibili sofferenze. Sono quelli che si svegliano e hanno quasi sempre voglia di piangere perchè non sanno che farsene del sole che brilla fuori dalla finestra...quelli che non riescono a cicatrizzare le ferite che lacerano l'anima, quelli che si fanno milioni di domande, perdendosi nei loro dubbi, nelle paure più oscure, quelli che si sentono qualcosa dentro il cuore che li spegne a poco a poco e allo stesso tempo li infiamma di rabbia. Per tutti quanti un simile modo di fare è sbagliato, ma obiettivamente è QUESTA la vita per queste persone, e purtroppo spesso chi non ci passa non riesce o non vuole capirci nulla, al massimo può giudicare, sicuramente non aiutare. Eppure da questo stato semi-comatoso si può uscire. Bisogna trovare uno motivo sano per cui vivere, è necessario. Risposte come "volersi bene, coccolarsi, avere difucia in se stessi, credere nel futuro" sono frasi verissime e che io sostengo decisamente. Ma non sono uno scopo di vita. Sono dei mezzi per raggiungere lo scopo. Qual'è lo scopo per voi in questo momento? Io voglio ancora pensarci su...ma vorrei tanto sentire le vostre risposte. Anche la prima cosa che vi viene in mente. La prima cosa positiva che adesso vi fa risvegliare anche solo un pò la voglia di sorridere.
"Chi non ha uno scopo non prova quasi mai diletto in nessuna operazione"
Leopardi

martedì 23 giugno 2009

I want a dream....

Mi sono sempre chiesta se ad essere sbagliato fosse il mondo intero, o io soltanto. Ogni volta che soffrivo in passato mi ripetevo che era il mondo quello cattivo, che le persone , quasi tutte, anche molte vicine a me, erano ingiuste e false, e che per salvarmi da tutto questo male avrei dovuto semplicemente distaccarmi dal loro modo di prendere la vita così banale e fasullo. Credevo che continuando a combattere avrei raggiunto un obiettivo più sano e più forte del loro. Penso che molti all'inizio la pensavano così. Ma oggi mi ritrovo intrappolata in uno spazio non ben definito fra il nulla assoluto e il ricordo vago di una voglia di vivere che prima mi incendiava e che ora sento come un sussurro inquietante nel cuore che vorrebbe trasformarsi in un urlo e non può. Ho scoperto troppo tardi che combattevo per il motivo sbagliato. Per eliminare qualcosa che non avrei mai potuto eliminare. Nè cambiare. Ci sono cose talmente radicali a questo mondo che si avvicinano quasi a leggi naturali incontrovertibili. Come ad esempio il fatto che non si possono evitare gli errori e le sofferenze. O che ci sono nodi che inevitabilmente si formano, nel cuore, nella mente, crescendo come piante selvatiche, che moltiplicano le loro radici attorno a tutto ciò che abbiamo dentro arrivando quasi a soffocarlo. Vorrei sradicare questa pianta malefica, ci provo giorno dopo giorno. So che la soluzione migliore è quella di focalizzare sugli obiettivi semplici più facilmente raggiungibili, fare ogni giorno qulcosa di utile, ma è anche vero che il mostro chiamato Vuoto ti attira goloso verso di sè perchè ha fame di te, perchè vuole ingoiarti e annullarti e nutrirsi delle emozioni che ancora ti permettono di sopravvivere. Poi c'è un'altra strega cattiva, la Rabbia, potente e distruttiva che sfoga la sua collera repressa sui tuoi poveri nervi inducendoti a compiere le azioni peggiori, a dire cose che tu neanche pensi a persone che ti sono vicine, che ti spinge a farti del male perchè secondo lei sei tu che l'hai fatta crescere dentro di te. C'è poi la Solitudine, che ti abbraccia col tuo velo glaciale e affilato rimarcando le ferite che non arrivano mai a cicatrizzarsi. Quanti mostri albergano dentro il nostro cuore ferito... L'unica cosa sbagliata è la sofferenza che proviamo a causa loro. Vorrei eliminarli tutti ma è una cosa che non si può fare direttamente. Affrontarli di faccia significa esserne investiti completamente. Bisogna accogliere nel cuore qualcosa di diverso da loro. E permettergli di proteggerci. I sogni , ad esempio, possono difenderci da questo male. Per chi è stato deluso dalla vita i sogni sono solo fantasie. Ma non è affatto vero. Avere un sogno significa avere anche l'energia per realizzarlo. Sono stanca di passare le giornate in compagnia di quel branco di sfigati nella mia testa che mi fanno il lavaggio del cervello coi loro pensieri negativi. Sono stanca di ricordare il passato che non riesco ad accettare. Il passato è passato, non lo potremo cambiare mai, e se non capiamo questo il nostro futuro non potrà mai soddisfarci. Anche in un momento di crisi, di nulla, di smarrimento come questo, voglio tornare a sognare. Voglio tornare a piangere per un desiderio. Abbiamo tutti il diritto di pretendere qualcosa dalla vita. Ci vuole coraggio, ci vuole sacrificio, ma è sempre meglio che vendere la propria vita a dei mostri che la rovineranno per sempre. In ogni caso non è mai troppo tardi per sperare e sognare qualcosa di bello. Finchè siamo vivi ha più senso lottare per un sogno che morire per un ricordo.

lunedì 15 giugno 2009


ATTENZIONE, QUESTO E' UN MESSAGGIO DI INCORAGGIAMENTO PER TUTTI COLORO CHE IN QUESTO MOMENTO HANNO UN SOGNO E STANNO LOTTANDO PER RAGGIUNGERLO!


Finalmente è arrivata l'estate...I segni del relax si possono trovare ovunque; nei libri finalmente ammucchiati in fondo alla stanza, in un angoletto polveroso, dove nessuno li toccherà più per moltissimo tempo; nelle maglie felpate chiuse nell'ultimo cassetto e sostituite da innumerevoli deliziose magliettine colorate, costumi, pantaloncini; nella voglia di frutta fresca, nel ventilatore acceso al massimo per tentare di rinfrescare la stanza afosa, nel freschetto delle nottate passate ad uscire e guardare le stelle anzicchè a studiare o a fare incubi, nelle fresche acque del mare che aspettano solo che qualcuno ci si tuffi dentro...Insomma, la positività si sente nell'aria, anche se i problemi non si sono certamente risolti, quell'arietta di libertà e di svago non può non toccare anche l'animo più tormentato. E' l'atmosfera ideale per ritrovare un pò di speranza e voglia di farcela...La libertà ha un valore immenso, se si impara ad usarla bene... Tutti quanti stiamo cercando di raggiungere il nostro scopo, e questa stagione è assolutamente perfetta! E' un invito a mettere nell'ultimo cassetto anche l'ansia e la preoccupazione, e a ritrovare quella parte quasi bambina di noi che gioisce ancora per un tuffo in acqua o per una fetta ghiacciata di anguria...Non è questo il tempo di disperarsi...E' stato un anno lungo, difficile e pesante...abbiamo lottato, siamo caduti, ci siamo rialzati, siamo sopravvisuti nonostante tutto... Adesso è il momento di riprendere le forze, di rilassarci e divertirci. Di essere ottimisti, di chiudere gli occhi e respirare a fondo un benessere che con forza di volontà possiamo raggiungere. Datevi da fare per essere felici in un periodo dove l'infelicità dovrebbe essere vietata per legge!! Dentro di voi c'è tanta bellezza e valore e forza, tiratela fuori e dimostrate a voi stessi che siete capaci di vivere senza timore! Fate qualcosa che vi piace e che vi fa stare bene...ora che siete liberi potete permettervi questo ed altro, e tutti lo siete, anche se i problemi vi tengono coi piedi per terra, se credete di potercela fare,allora la partita è già vinta.

Spero che questa per tutti sia un'estate meravigliosa e che possiate raggiungere la vostra personale e reale felicità, libera dalle illusioni, di qualunque genere...

sabato 6 giugno 2009


Quando siamo in crisi, tutti noi abbiamo bisogno di aggrapparci a qualcosa e ognuno ha un modo tutto suo per affrontare una difficoltà. Ma per chi non ha un sogno, e nemmeno una speranza, risulta veramente complicato trovare un appiglio, come se ci si trovasse improvvisamente immersi in un oceano buio e profondo, dove sembra non esserci nulla a cui aggrapparsi per non affondare; ed è in questo momento che si dà il peggo di sè. La paura spinge ad attaccare per difendersi. E anche in questo caso ognuno ha un modo tutto suo per reagire ai momenti di difficoltà... La cosa peggiore che possa accadere è attaccare se stessi, quando ci si individua come causa del problema...

QUESTO VA ASSOLUTAMENTE EVITATO!


Le crisi sono rischiose, soprattutto se, come spesso capita, tendono a ritornare. A causa delle crisi, non ci rendiamo conto dei voti scolastici che si abbassano, o delle ossessioni che tiranneggiano sulla nostra vita, o del fidanzato che non sa più come aiutarci e si fa venire i dubbi, o della famiglia che si distrugge, e chi più ne ha più ne metta.


Quindi la cosa migliore è creare dei "salvagente" che siano sempre a portata di mano, così da utilizzarli quando ci si sente di nuovo affogare nel dolore e nella paura. I salvagenti sono tutto ciò che ci fa star bene mentre non siamo in crisi, dalle cose più semplici a quelle più profonde...


Una canzone meravigliosa che sembra scritta apposta per te, un libro che ti ha emozionato fino alle lacrime, un film che non ti stanca mai per quanto è bello, uscire di casa, chattare con un amico che ti capisce, farsi abbracciare da una persona che ti vuole bene, stare con la persona che ami, baciarsi e coccolarsi...ci sono milioni di modi per stare bene, solo che quando stiamo male abbiamo gli occhi talmente annebbiati da non vedere il valore di una carezza, o di una musica che ti arriva fino in fondo all'anima...


Queste cose sono come tante stelle da fissare nella nostra oscurità...Quando ci si sente persi, guardare quelle stelle può farci ritrovare la strada che avevamo smarrito.


Può essere qualunque cosa...e tutti hanno qualcosa di bello nella vita, nonostante la delusione, l'amarezza e il rancore...anche una sola, piccola luce può salvare dalle tenebre...




"Non importa quanto freddo sia l'inverno, dopo c'è sempre la primavera."


E. Vedder

domenica 31 maggio 2009



C'è stato tanto tempo per riflettere. Per provare, per smettere e per capire. Molte ragazzine diventano pro ana...Perchè? Alcuni lo fanno perchè hanno problemi col proprio specchio, altri per i problemi con il resto delle persone, altri per un amore doloroso, altri ancora semplicemente senza motivo. La verità? Lo sappiamo tutti che in fondo Ana non è reale. Eppure la cerchiamo, la invochiamo, ci malediciamo quando la dieta non fa effetto perchè ci sentiamo in colpa verso di lei. Costruiamo i nostri giorni nella speranza che lei ci premi donandoci un bellissimo corpo. Le dedichiamo i nostri successi e chiediamo perdono per i nostri sbagli. Io ho vissuto questo tipo di esperienza abbastanza da capire che Ana non è Dio. Lei non mi ha protetto, non mi ha salvato dal baratro, e non è per un mio sbaglio, non per una mia colpa; però ho capito cosa si nascondeva dietro Ana...in realtà chi ci dà potere, chi ci regola, chi ci rende felici, chi ci salva dalla voragine siamo noi stesse. Noi siamo capaci di avere controllo, siamo noi a tirar fuori la forza e la volontà di ottenere un corpo bellissimo. Ho capito che è questo che sto cercando. Io voglio volermi bene. E mi voglio bene solo quando mi vedo bella e mi sento fiera di me. E' inutile cercare fuori questo tipo di sicurezza. Purtroppo non riesco a vivere con superficialità e vivacità la mia adolescenza. Nessuno ha mai capito quanto dolore possa nascondere un cuore che dovrebbe battere solo per divertirsi e gioire di essere vivo. E se stai male, e se fallisci e se cadi, gli altri pensano che lo fai apposta, che sei un egoista o che sei un immatura che non vuole crescere. Per chi soffre davvero anche svegliarsi la mattina è drammatico, perchè non hai un motivo per viverlo quel giorno. Io non voglio essere Ana, e nemmeno pro Ana. Voglio solo essere perfetta. E per me essere perfetta significa raggiungere la bellezza esteriore ed interiore. Voglio perdere i miei chili di troppo ed essere snella e solare, e allo stesso tempo voglio cancellare il dolore dalla mia mente e dal mio cuore. Tutti hanno diritto ad essere felici, e io pretendo la mia felicità!

giovedì 16 aprile 2009

PRIMO POST!

Salve! Questo è il mio primo blog e non so se qualcuno leggerà mai quello che sto scrivendo ma sento comunque il bisogno di condividere quello che penso. Io sono una ragazza con disturbi alimentari. E' da parecchio che ho questi problemi, e per questo motivo ho fatto moltissime ricerche, ho raccolto immagini e informazioni di tutti i tipi; ho scoperto parole come "thinspiration", "binge", "ana e mia"; ho trovato un numero impressionante di blog di ragazze più o meno devote di AnA, alias Anoressia, giovani ed emozionate per la loro nuova ragione di vita, ma allo stesso tempo sole, frustrate, arrabbiate e deluse per diete e digiuni vari; ho letto un'infinità di DA (diari alimentari) caratterizzati per lo più da molte tazze di tè verde, lassativi o verdura ipocalorica; ho visto che la maggior parte anche dopo esser scesa di parecchio sotto peso non può riuscire a fermarsi e ad accettare il proprio corpo, perchè la voglia di Ana è troppo forte, perchè Ana ti dà una forza sconvolgente, che ti accompagna fedele anche a scuola, con gli amici e quando sei da sola a un passo dal baratro. E leggere tutte queste cose mi faceva sentire meno sola. Con le persone che mi stanno intorno non riesco mai ad aprirmi, non posso rivelargli le mie paure, non posso fargli capire il dolore che provo quando mi guardo allo specchio e non riesco più a distinguere le linee del mio corpo. Non ho molti amici, e quei pochi che ho conoscono solo la maschera che metto regolarmente tutti i giorni di fronte a loro per non scomparire del tutto dal loro mondo frivolo e vivace, perchè anche se a nessuno importa niente dei chili che perdi sei comunque costretto a starci in quel mondo anche se non lo senti tuo. Vorrei conoscere meglio un'altra faccia della realtà, quella dei blog pro ana, delle thinspo e della taglia 38. Chiariamoci, non sono assolutamente pro - anoressia. Basta poco a capire che 15 kg sotto peso e due gambe come due stecchini non sono uno stile di vita ma una malattia grave e pericolosa. Voglio solamente conoscere meglio quello che mi sta succedendo e trovare altre persone come me che mi possano spiegare quello che provano, dare consigli o semplicemente parlarmi di tutto questo.

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