"Si sentiva come se non avesse un passato.
Come se si fosse trovata in quel luogo senza
sapere da dove veniva.
Era stanca di quella stanchezza che
sa dare solo il vuoto..."

-la solitudine dei numeri primi-

domenica 14 febbraio 2010

V




"L'unico verdetto è vendicarsi... Vendetta... E diventa un voto non mai vano poiché il suo valore e la sua veridicità vendicheranno un giorno coloro che sono vigili e virtuosi."

Perdonare, dimenticare, ignorare... pensieri perbuonistici di coloro che promulgano il perdono per pubblicizzare la loro assai ipocrita capacità di calpestare i diritti e i doveri di ogni persona che, vedendo calpestata la propria sacra dignità da qualcuno che non meriterebbe più d'uno sputo in faccia, dovrebbe zittirsi e inghiottire il bolo merdoso del soppruso in nome del "perdono".

"non punire, con atto nobile e generoso, un danno o un'offesa che altri ci hanno arrecato."

Questo è il perdonare secondo definizione. Ma è davvero nobile e generoso imbavagliare la propria libertà individuale lasciando impunita una crudeltà verso di essa? E' davvero generoso concedere ad un signor nessuno il permesso di rubarcela? E' davvero giusto fingere di essere nobili e generosi affidandosi al perdono? Io credo nel perdono. Ma non credo assolutamente che sia la soluzione a certe ingiustizie che mi avvelenano il sangue ogni volta che le vedo o che le subisco. una rabbia sorda e profonda mi offusca la mente e mi gonfia gli occhi di lacrime, mi ingozza di odio, e il mio dolore ingrassa, schiacciando la mia buona volontà con il suo peso disgustoso, mi annebbia la mente. Mi fa venire voglia di farmi del male.





Vi fate del male. Alcuni talmente tanto da aver perso ogni forma dì equilibrio. Talmente tanto da dimenticare a cosa servono i giorni se non a morire dentro pian pianino uccisi dalle stesse mani che vediamo attaccate ai nostri polsi, inutili se non servissero a colpirci, A ferirci, A PUNIRCI. Per il male che abbiamo fatto. Si, perchè DEVE essere cosi. Ci sentiamo puniti, sentiamo il dolore della punizione. Chi soffre riesce solo a pensare a cosa lo sta facendo soffrire e a cercare di fermarlo. Quando lo individuiamo, ragioniamo sul perchè di quel male; e la risposta che ci diamo è che siamo puniti per qualciosa di sbagliato. Perchè siamo sbagliati e allora andiamo corretti. Col dolore infertoci che però non sopportiamo. Allora l'unico modo di fermare quel dolore è finirci in fretta, con le nostre stesse mani. Ucciderci , eliminare il colpevole per eliminare la punizione. E la rabbia ingrassa sempre più ad ogni pezzetto della nostra libertà d'essere felici che gli facciamo mangiare. Ogni morso famelico, ogni conato, ogni colpo affilato, ogni unghiata, ogni giorno perduto, ogni occasione bruciata. Cibo per rabbia che partorisce follia, follia furiosa che ci sostituisce e ci guida verso l'autodistruzione.




TUTTA COLPA TUA. COLPA DELLA TUA INSENSIBILITA', DELLA TUA CATTIVERIA, DEL TUO IGNORARMI, DEL TUO INCOLPARMI SEMPRE, DEL TUO NON AMORE, DELLE TUE CONTINUE MANCANZE, DEI TUOI SILENZI, DELLE TUA URLA, DI TUTTO CIO' CHE NON AVEVO MAI FATTO E DI CUI TU MI HAI INCOLPATO, DI TUTTE LE FERITE CHE SANGUINANO DEL SANGUE CHE E' SOTTO LE TUE UNGHIA. COLPA DEL TUO ABBANDONARMI CONTINUO, DEL TUO NON CAPIRMI, DEL TUO FERIRMI, DEL TUO PUNIRMI, DEL TUO EGOISMO, DEL TUO PERBUONISMO, DELLA TUA IGNORANZA, DEL TUO NARCISISMO, DELLA TUA ASSENZA NELLA MIA VITA, DELLA TUA FALSITA', DELLA TUA PRESENZA INDESIDERATA. DI TUTTO CIO' CHE MI HAI NEGATO, CHE MI E' MANCATO, CHE NON HO E NON AVRO' MAI.

TUTTA COLPA TUA.

Se ancora adesso io non riesco ad odiarti, ma odio me stessa. Per non essere stata adeguata. Per non essere stata perfetta. Per non essere stata vuota, in modo tale da permetterti di riempirmi delle tue bugie, dei tuoi imbrogli, della verità che nascondi.
MA SONO STANCA. Perchè il bruciore di questa ferita che non si cicatrizza, le lacrime che mi rigano il viso e il fiume di sofferenza che mi corrode come l'acido che crudele mi lascia ancora in vita, me li hai inferti tu. E mi dicevo di perdonarti. E mi dicevo di dimenticare i tuoi difetti, e le ferite stesse. Mi dicevo che il perdono mi avrebbe salvata. Ma dov'era il perdono mentre mi uccidevo? Mentre spendevo le notti a bruciare fra le fiamme dell'inferno che hai acceso? Il perdono PRIVO di GIUSTIZIA è VUOTO. Un vano quadretto appeso al muro, da guardare ogni tanto mentre affoghiamo nel buio pesto. Si, posso perdonare. Per finta. Ma il dolore non finisce. E sono stanca di fingere e soffrire.
VOGLIO VENDETTA. voglio che il male che mi è stato fatto si trasformi in qualcosa di produttivo. Voglio convertire la rabbia grassa in energia, voglio che mi colmi senza farmi scoppiare, voglio che mi faccia respirare. Non ti voglio fare del male, non servirebbe. Ma non voglio nemmeno chiudere gli occhi e punire me al posto tuo. Ho bisogno di giustizia.
Quanti milioni di ore a convincermi che non serviva...ad ogni ora che passavo a negare la verità essa si faceva più evidente.
Nessuno merita di soffrire come un fottuto cane. Non voglio costruire il mio bene sul tuo male. Non voglio punirti. VOGLIO DISTRUGGERTI. Voglio cancellare con la forza questo dolore infame, affrontarlo faccia a faccia, non coprirlo col telo del "perdono" mentre mi massacra. Voglio acchiapparlo per le sue corna di demone e cacciarlo fuori da me. Rivoglio me stessa. Ecco cosa mi manca. IO MI MANCO. La dolce, innocente, meravigliosa consapevolezza che sono giusta e perfetta cosi come sono, e che non esiste essere sulla faccia della terra che possa cercare di correggermi. Se io agisco nel rispetto di me stessa e degli altri, posso essere felice. e se fingo di perdonarti, io non mi rispetto più.
Per guarire ho bisogno che tu venga distrutto. Almeno nel mio cuore. Cosi solamente potrò ricreare un idea di te che non mi faccia cosi male. Ma prima, maledetto, devo ucciderti.

La vendetta senza giustizia è inutile quanto il perdono senza convinzione. La migliore punizione sarà quella di riprendermi la vita senza odiarla più, amarla e coccolarla perchè non è lei a farmi del male, ma il male stesso, che si insinua dentro di lei come il dolore si è insinuato dentro di me...Voglio annaffiare con tutte le lacrime passate e futuro il germoglio della rivoluzione, voglio cambiare il mio presente e salvare il mio futuro dalla follia.


Il mio amore per me e per la mia vita sarà la mia peggiore vendetta. Costruirò sulla distruzione del tuo male la forza della mia rinascita.

giovedì 4 febbraio 2010

..Mente e Realtà..


Avete mai sentito parlare della legge di attrazione? Io fino a poco tempo fa non ne avevo mai sentito parlare, per cui ne riassumo in poche parole il significato. I nostri pensieri emettono vibrazioni, positive o negative a seconda della natura dei pensieri stessi. Così come un magnete, il nostro pensiero possiede una forza attrattiva, derivante dalla forza interiore dell'individuo in questione, capace di influenzare la realtà attirando a sè esperienze positive laddove la forza interiore sia incanalata in pensieri positivi, ed esperienze negative nel caso opposto in cui l'energia di cui disponiamo venga convertita in pensieri negativi. In parole spicciole, la mente trasmette ciò che pensa nella vita reale, e di conseguenza ciò che desidera tenderà ad ottenerlo, e ciò che teme tenderà a realizzarsi. Per fare un esempio, temere di avere un incidente stradale, e di conseguenza sprecare energia interiore in pensieri di preoccupazione, di ansia, a cui consegue una situazione fisica di fiato corto, disattenzione, stress, significa con molta probabilità avere davvere un incidente, poichè la realtà ha subito l'attrazione di quella negatività lasciandosene plasmare, sottomettendosi alla forma che la nostra mente le imprime.
Esempio opposto, desiderare ardentemente ed ottimisticamente qualcosa, per esempio un certo punteggio ad un esame, e quindi pensare attivamente a come poterlo raggiungere, agire per quello scopo, incanalare energia con sempre maggiore intensità per avere nella realtà dei fatti ciò che già si sente d'avere nella realtà psicologica, significa con molta probabilità ottenere davvero quel risultato, che non si sarebbe mai potuto raggiungere sprecando energia disperandosi o cercando inutilmente un modo per evitare la fatica o la bocciatura. In conclusione, la realtà non è che materia modellata innanzitutto nella mente, che rispecchia il modo in cui ciascuno utilizza la propria energia d'attrazione. Ho riflettuto parecchio su questo argomento, e sono convinta che per certi aspetti sia un'esagerazione credere che la realtà dipenda interamente dal nostro modo d'immaginarla. Per esperienza infatti mi sono ritrovata catapultata dalla vita in situazioni in cui non avrei mai potuto pensare di potermi trovare. La nostra dose di impotenza rispetto alla natura è indiscutibile, tant'è vero che un tumore può colpire con la stessa crudeltà un bambino di tre mesi che a stento riesce a formulare pensieri ed un vecchio signore che fuma da cinquant'anni; un delinquente ubriaco può uccidere allo stesso modo un'allegra ragazzina di quindici anni ed un padre di famiglia che porta a passeggio il cane. Addossare tutta la responsabilità dell'universo sulle nostre spalle è un'ingenua forzatura. Ma è anche vero che il nostro stile di vita e molte delle nostre esperienze dipendono dalla nostra forza di volontà, estremamente più potente di quanto sembri. Cose quotidiane come i litigi, i fallimenti, i sensi di colpa, le menzogne, le illusioni, le imposizioni, gli errori, ma anche il successo, il divertimento, la conoscenza, l'amicizia, l'amore, l'aiuto reciproco, la fiducia, dipendono dal modo in cui affrontiamo la vita. Vedere il mondo con gli occhi del cinismo e della delusione significa non trovare un motivo per viverlo.



Guardare le persone solo per gli sbagli che commettono o per il male che covano dentro significa non poter più avere fiducia in nessuno. Il male, non c'è dubbio, è ovunque, e se lo cerchi, non avrai alcun problema a trovarlo. Mi rendo conto che cercare il male, pensarlo, assorbirlo, significa davvero inquinare l'energia positiva che potremmo utilizzare più saggiamente per ottenere quello che vogliamo. Concentrarci sul male significa scoprire una realtà arida e vivere una vita inutile. Per molti aspetti la mente ha il potere di cambiare il corso della realtà, anche quando il dolore non dipende da noi. Perchè il dolore non è mai fuori, il dolore dipende dal modo in cui noi lo percepiamo. Per quel che mi riguarda, tutto il dolore a cui la vita ogni secondo mi sottopone, un dolore che deriva da una tragedia che nessun mio pensiero ha determinato e che ha colpito i miei cari, è un dolore tanto forte da poter uccidere, se lo assecondo. Ciò che io voglio non è fingere di stare bene, ma lottare per convertire il male in bene, la rabbia in forza, la paura in coraggio. Se anche voi pensate alle vostre paure, ai vostri tormenti ed ai vostri quotidiani affanni, vi consiglio di lasciar perdere, perchè purtroppo la vita non li risolverà, ma anzi non farà che renderli più disumani, rafforzata dalla forza negativa che i vostri pensieri racchiudono. Pensate a quello che dovete fare per stare bene davvero, e riprendetevi la voglia di vivere che il dolore vi ha rubato. Quando soffrite, pensate positivo e fate tornare la luce nel vostro cuore. La realtà, per quanto possibile, vi premierà.


[Mi dispiace che il blog sia rimasto deserto per mesi, ma purtroppo quando la vita ti chiede di lottare contro un nemico superiore alle tue possibilità, ogni briciola di tempo diventa fondamentale. Un saluto con affetto a tutti i bloggers!]

martedì 11 agosto 2009

Curiose sensazioni...


E' passato parecchio dall'ultimo post...negli ultimi tempi sono stata via, e per un motivo o per un'altro non ho potuto dedicarmi granchè a scrivere sul blog...però nonostante la condizione quasi perenne di apatia in cui la mente ti spinge durante i pomeriggi caldissimi e tipici di Agosto, i pensieri crescono, si uniscono e si distruggono, si trasformano e insieme a loro nascono, o ritornano, sensazioni del passato...Quasi tutti i pensieri sono legati a un fatto particolare che ci capita nella realtà, e che stimola la nostra immaginazione. Da questo punto di vista le delusioni sono più che efficaci. Capita a tutti, ovviamente, ed è normale ma allo stesso tempo insolito. Le delusioni sono inaspettate, ti piovono addosso come un fulmine a ciel sereno, sei indifeso e vittima quando subisci una delusione che non pensavi di dover ricevere. La delusione può essere provocata da qualunque cosa, e ogni volta ti colpisce veloce e precisa come un proiettile. A seconda della grandezza di quella delusione, la ferita brucia di più, la rabbia è più forte e la realtà si deforma davanti ai tuoi occhi, deturpata da un'uragano impetuoso e distruttivo. Ma quando la tempesta si placa, resta stanchezza, e il tempo che sembra essersi dilatato, un tempo durante il quali i pensieri e le sensazioni prendono il loro flusso continuo e particolare. E' soggettivo quanti e quali pensieri prendano forma dopo una delusione., e qualche volta capita che prendano una piega positiva. Perchè quando passa un uragano, distrugge con la sua potenza anche i dubbi e le incertezze, e ti libera in un certo senso dalle catene che ti costringevano a fingere. "Grazie" a una delusione la vita può assumere un altro significato, il dolore netto e improvviso da lei provocato è come una secchiata d'acqua gelida che ti risveglia dal torpore del sonno. Capisci che disperazione e dubbio sono parole inutili. Che la paura è inutile, che i labirinti sono inutili. Una serie di assurde sensazioni ti spingono a ricordare i tempi in cui tutto era semplice, anche soffrire era semplice, perchè faceva parte di un contesto più grande e ricco anche di gioia, di vittorie, di bellezza. Di fronte a qualcosa di così ovvio, un'altra curiosa sensazione è lo stupore di aver sprecato tanto tempo nel buio mentre basta allungare una mano per trovare l'interruttore della luce. Anche se hai il braccio congelato dal terrore, il bisogno di reagire diventa più forte ancora dell'inedia. E' una sorta di istinto di sopravvivenza psicologico, quando capire diventa fondamentale e il finto silenzio non ti soddisfa più...Rileggendo le risposte al precedente post, trovo tante di quelle sensazioni che conosco bene...pessimismo, rabbia, paura, confusione, e anche ottimismo, speranza, sicurezza, tranquillità...Anche se in un oceano di incertezze, mi aggrappo a quella sicurezza insolita regalatami dalla delusione...Una vita prima di tutto deve essere degna di essere chiamata vita. Perchè se siamo vivi, è stupido non vivere. Non so dove ho letto che la vita è energia. Non importa quanto in basso sia caduto il nostro cuore, quell'energia c'è sempre e va usata per andare avanti, che è già così tanto...

martedì 7 luglio 2009

PER CHE COSA VIVI?



Questo è un pensiero che mi è tornato in mente di recente, durante una delle tante passeggiate che ho fatto ultimamente sul lungomare di questa piccola cittadina marittima...C'ho pensato mentre con la mente tornavo alle quasi sempre insopportabili mattinate a scuola, in mezzo a ragazzi e ragazze sempre vivaci e un pò presuntuosi. Presuntuosi perchè ad ogni argomento che il professore tira fuori, ognuno a sua volta tira fuori la propria opinione, ma esponendola come fosse una verità scientifica; e in uno di quei giorni il professore pone sul forum della scuola questa domanda..."Per che cosa vivi?". A quei tempi non avevo nemmeno un briciolo di interesse per quello che i miei compagni o i professori avevano da dire, e me ne dimenticai. Oggi invece ci rifletto su, e capisco che la domanda è di fondamentale importanza. Si potrebbe rispondere in moltissimi modi. Infatti prontamente c'è stato chi diceva di vivere per raggiungere la felicità, chi invece sosteneva che moriremo tutti e non vale la pena trovare un motivo per vivere, altri sostenevano che questa è solo una fase di passaggio, e che la "vera vita" verrà solo dopo, quando anche noi finiremo fra le braccia di Dio; altri dicevano che bisogna "vivere per la vita", altri per l'amore, per il divertimento, per i singoli momenti, ecc ecc... Ma nelle loro risposte, apparte qualche eccezione, non ci vedo il dubbio. Non ci vedo la distruzione e le lacerazioni tipiche del dolore, non sento la voglia di andare a fondo in queste stesse risposte, o voglia di cambiare qualcosa in questo modo di vivere. In realtà la maggior parte delle persone, parlando in generale, il senso della vita lo trovano già vivendo. Non c'è bisogno di starci troppo a ragionar su. Raggiungere i piccoli grandi obiettivi di tutti i giorni, sentire la soddisfazione e la gioia per le azioni che hai compiuto, riuscire ogni giorno a trovare l'entusiasmo di farsi belle, di fare colazione, di ripassare la lezione in macchina, ti scherzare e ridere, soffrire, elaborare la sofferenza e andare avanti. Tutto ciò basta a dare un senso ad ogni singolo giorno. Ma purtroppo molti altri questo senso non ce l'hanno o lo hanno perso fra indicibili sofferenze. Sono quelli che si svegliano e hanno quasi sempre voglia di piangere perchè non sanno che farsene del sole che brilla fuori dalla finestra...quelli che non riescono a cicatrizzare le ferite che lacerano l'anima, quelli che si fanno milioni di domande, perdendosi nei loro dubbi, nelle paure più oscure, quelli che si sentono qualcosa dentro il cuore che li spegne a poco a poco e allo stesso tempo li infiamma di rabbia. Per tutti quanti un simile modo di fare è sbagliato, ma obiettivamente è QUESTA la vita per queste persone, e purtroppo spesso chi non ci passa non riesce o non vuole capirci nulla, al massimo può giudicare, sicuramente non aiutare. Eppure da questo stato semi-comatoso si può uscire. Bisogna trovare uno motivo sano per cui vivere, è necessario. Risposte come "volersi bene, coccolarsi, avere difucia in se stessi, credere nel futuro" sono frasi verissime e che io sostengo decisamente. Ma non sono uno scopo di vita. Sono dei mezzi per raggiungere lo scopo. Qual'è lo scopo per voi in questo momento? Io voglio ancora pensarci su...ma vorrei tanto sentire le vostre risposte. Anche la prima cosa che vi viene in mente. La prima cosa positiva che adesso vi fa risvegliare anche solo un pò la voglia di sorridere.
"Chi non ha uno scopo non prova quasi mai diletto in nessuna operazione"
Leopardi

martedì 23 giugno 2009

I want a dream....

Mi sono sempre chiesta se ad essere sbagliato fosse il mondo intero, o io soltanto. Ogni volta che soffrivo in passato mi ripetevo che era il mondo quello cattivo, che le persone , quasi tutte, anche molte vicine a me, erano ingiuste e false, e che per salvarmi da tutto questo male avrei dovuto semplicemente distaccarmi dal loro modo di prendere la vita così banale e fasullo. Credevo che continuando a combattere avrei raggiunto un obiettivo più sano e più forte del loro. Penso che molti all'inizio la pensavano così. Ma oggi mi ritrovo intrappolata in uno spazio non ben definito fra il nulla assoluto e il ricordo vago di una voglia di vivere che prima mi incendiava e che ora sento come un sussurro inquietante nel cuore che vorrebbe trasformarsi in un urlo e non può. Ho scoperto troppo tardi che combattevo per il motivo sbagliato. Per eliminare qualcosa che non avrei mai potuto eliminare. Nè cambiare. Ci sono cose talmente radicali a questo mondo che si avvicinano quasi a leggi naturali incontrovertibili. Come ad esempio il fatto che non si possono evitare gli errori e le sofferenze. O che ci sono nodi che inevitabilmente si formano, nel cuore, nella mente, crescendo come piante selvatiche, che moltiplicano le loro radici attorno a tutto ciò che abbiamo dentro arrivando quasi a soffocarlo. Vorrei sradicare questa pianta malefica, ci provo giorno dopo giorno. So che la soluzione migliore è quella di focalizzare sugli obiettivi semplici più facilmente raggiungibili, fare ogni giorno qulcosa di utile, ma è anche vero che il mostro chiamato Vuoto ti attira goloso verso di sè perchè ha fame di te, perchè vuole ingoiarti e annullarti e nutrirsi delle emozioni che ancora ti permettono di sopravvivere. Poi c'è un'altra strega cattiva, la Rabbia, potente e distruttiva che sfoga la sua collera repressa sui tuoi poveri nervi inducendoti a compiere le azioni peggiori, a dire cose che tu neanche pensi a persone che ti sono vicine, che ti spinge a farti del male perchè secondo lei sei tu che l'hai fatta crescere dentro di te. C'è poi la Solitudine, che ti abbraccia col tuo velo glaciale e affilato rimarcando le ferite che non arrivano mai a cicatrizzarsi. Quanti mostri albergano dentro il nostro cuore ferito... L'unica cosa sbagliata è la sofferenza che proviamo a causa loro. Vorrei eliminarli tutti ma è una cosa che non si può fare direttamente. Affrontarli di faccia significa esserne investiti completamente. Bisogna accogliere nel cuore qualcosa di diverso da loro. E permettergli di proteggerci. I sogni , ad esempio, possono difenderci da questo male. Per chi è stato deluso dalla vita i sogni sono solo fantasie. Ma non è affatto vero. Avere un sogno significa avere anche l'energia per realizzarlo. Sono stanca di passare le giornate in compagnia di quel branco di sfigati nella mia testa che mi fanno il lavaggio del cervello coi loro pensieri negativi. Sono stanca di ricordare il passato che non riesco ad accettare. Il passato è passato, non lo potremo cambiare mai, e se non capiamo questo il nostro futuro non potrà mai soddisfarci. Anche in un momento di crisi, di nulla, di smarrimento come questo, voglio tornare a sognare. Voglio tornare a piangere per un desiderio. Abbiamo tutti il diritto di pretendere qualcosa dalla vita. Ci vuole coraggio, ci vuole sacrificio, ma è sempre meglio che vendere la propria vita a dei mostri che la rovineranno per sempre. In ogni caso non è mai troppo tardi per sperare e sognare qualcosa di bello. Finchè siamo vivi ha più senso lottare per un sogno che morire per un ricordo.

lunedì 15 giugno 2009

TriSteZza...SPARISCI!!!


ATTENZIONE, QUESTO E' UN MESSAGGIO DI INCORAGGIAMENTO PER TUTTI COLORO CHE IN QUESTO MOMENTO HANNO UN SOGNO E STANNO LOTTANDO PER RAGGIUNGERLO!


Finalmente è arrivata l'estate...I segni del relax si possono trovare ovunque; nei libri finalmente ammucchiati in fondo alla stanza, in un angoletto polveroso, dove nessuno li toccherà più per moltissimo tempo; nelle maglie felpate chiuse nell'ultimo cassetto e sostituite da innumerevoli deliziose magliettine colorate, costumi, pantaloncini; nella voglia di frutta fresca, nel ventilatore acceso al massimo per tentare di rinfrescare la stanza afosa, nel freschetto delle nottate passate ad uscire e guardare le stelle anzicchè a studiare o a fare incubi, nelle fresche acque del mare che aspettano solo che qualcuno ci si tuffi dentro...Insomma, la positività si sente nell'aria, anche se i problemi non si sono certamente risolti, quell'arietta di libertà e di svago non può non toccare anche l'animo più tormentato. E' l'atmosfera ideale per ritrovare un pò di speranza e voglia di farcela...La libertà ha un valore immenso, se si impara ad usarla bene... Tutti quanti stiamo cercando di raggiungere il nostro scopo, e questa stagione è assolutamente perfetta! E' un invito a mettere nell'ultimo cassetto anche l'ansia e la preoccupazione, e a ritrovare quella parte quasi bambina di noi che gioisce ancora per un tuffo in acqua o per una fetta ghiacciata di anguria...Non è questo il tempo di disperarsi...E' stato un anno lungo, difficile e pesante...abbiamo lottato, siamo caduti, ci siamo rialzati, siamo sopravvisuti nonostante tutto... Adesso è il momento di riprendere le forze, di rilassarci e divertirci. Di essere ottimisti, di chiudere gli occhi e respirare a fondo un benessere che con forza di volontà possiamo raggiungere. Datevi da fare per essere felici in un periodo dove l'infelicità dovrebbe essere vietata per legge!! Dentro di voi c'è tanta bellezza e valore e forza, tiratela fuori e dimostrate a voi stessi che siete capaci di vivere senza timore! Fate qualcosa che vi piace e che vi fa stare bene...ora che siete liberi potete permettervi questo ed altro, e tutti lo siete, anche se i problemi vi tengono coi piedi per terra, se credete di potercela fare,allora la partita è già vinta.

Spero che questa per tutti sia un'estate meravigliosa e che possiate raggiungere la vostra personale e reale felicità, libera dalle illusioni, di qualunque genere...

sabato 6 giugno 2009


Quando siamo in crisi, tutti noi abbiamo bisogno di aggrapparci a qualcosa e ognuno ha un modo tutto suo per affrontare una difficoltà. Ma per chi non ha un sogno, e nemmeno una speranza, risulta veramente complicato trovare un appiglio, come se ci si trovasse improvvisamente immersi in un oceano buio e profondo, dove sembra non esserci nulla a cui aggrapparsi per non affondare; ed è in questo momento che si dà il peggo di sè. La paura spinge ad attaccare per difendersi. E anche in questo caso ognuno ha un modo tutto suo per reagire ai momenti di difficoltà... La cosa peggiore che possa accadere è attaccare se stessi, quando ci si individua come causa del problema...

QUESTO VA ASSOLUTAMENTE EVITATO!


Le crisi sono rischiose, soprattutto se, come spesso capita, tendono a ritornare. A causa delle crisi, non ci rendiamo conto dei voti scolastici che si abbassano, o delle ossessioni che tiranneggiano sulla nostra vita, o del fidanzato che non sa più come aiutarci e si fa venire i dubbi, o della famiglia che si distrugge, e chi più ne ha più ne metta.


Quindi la cosa migliore è creare dei "salvagente" che siano sempre a portata di mano, così da utilizzarli quando ci si sente di nuovo affogare nel dolore e nella paura. I salvagenti sono tutto ciò che ci fa star bene mentre non siamo in crisi, dalle cose più semplici a quelle più profonde...


Una canzone meravigliosa che sembra scritta apposta per te, un libro che ti ha emozionato fino alle lacrime, un film che non ti stanca mai per quanto è bello, uscire di casa, chattare con un amico che ti capisce, farsi abbracciare da una persona che ti vuole bene, stare con la persona che ami, baciarsi e coccolarsi...ci sono milioni di modi per stare bene, solo che quando stiamo male abbiamo gli occhi talmente annebbiati da non vedere il valore di una carezza, o di una musica che ti arriva fino in fondo all'anima...


Queste cose sono come tante stelle da fissare nella nostra oscurità...Quando ci si sente persi, guardare quelle stelle può farci ritrovare la strada che avevamo smarrito.


Può essere qualunque cosa...e tutti hanno qualcosa di bello nella vita, nonostante la delusione, l'amarezza e il rancore...anche una sola, piccola luce può salvare dalle tenebre...




"Non importa quanto freddo sia l'inverno, dopo c'è sempre la primavera."


E. Vedder

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